Zoom? No, grazie! Preferisco Jitsi

Zoom? No, grazie! Preferisco Jitsi

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Zoom è il software di videoconferenza più utilizzato del momento, tuttavia presenta delle incognite sulla sicurezza e sulla privacy.

Perché incognite? Per parecchio tempo l’azienda Zoom Video Communications Inc. con sede negli USA, precisamente a San Jose in California, ha asserito la sicurezza del medesimo ma mentendo spudoratamente.

Nel corso del 2020, infatti, lo stesso CEO dell’azienda ha dovuto però infine ammettere i problemi sulla loro piattaforma, garantendo però un ciclo di miglioramenti graduali che avrebbero portato ad un miglioramento della sicurezza e della privacy.

In ogni caso qui si parla di software proprietario ed è proprio questa peculiarità che non renderà mai un software di videconferenza davvero sicuro.

La sicurezza e la privacy sono dei requisiti legittimi e fondamentali per ogni individuo e non c’è da scherzarci sopra.

Pertanto, come è mia abitudine personale, ho analizzato e testato altre potenziali alternative nel corso degli anni, pertanto vi invito a considerarle.

Zoom, perché preferisco optare per altro

Come ho scritto sopra i fattori da tenere in considerazione sono principalmente la privacy e la sicurezza ma c’è una terza causa in ballo, il fatto che Zoom non è software Open Source.

Perché è così importante? Perché il software proprietario ha un codice che possono mettervi mano soltanto il team di sviluppatori interno e quindi, con la scusante del segreto aziendale, soltanto loro sanno cosa c’è realmente dietro… negligenza compresa.

Parlo appositamente di negligenza perché oltre che mentire ai propri utenti per lungo tempo sulla crittografia end-to-end hanno cercato la scusante del successo inaspettato della piattaforma a causa della pandemia da Covid-19 ma tutto ciò non basta per scusarsi.

I numerosi problemi tecnici dovuti alla piattaforma fanno della medesima una soluzione praticabile soltanto perché hanno inclusi dei servizi importanti per alcuni, come ad esempio la possibilità per coloro che non hanno internet (o perché non sanno usare computer e dispositivi mobili) di collegarsi con un numero telefonico nazionale.

Purtroppo l’arretratezza tecnologica e la disinformazione che in Italia dilagano fa di Zoom una piattaforma quasi indispensabile per molti, in ogni caso se se perfino l’FBI, la NASA e perfino Google stessa ne sconsigliano l’uso c’è senz’altro più di un motivo (non considero nemmeno Google Meet).

Ma non dovete temere, esistono delle ottime alternative che dovete senz’altro considerare non solo per motivi di sicurezza ma anche in termini di efficienza.

Jitsi per le videconferenze? Sì, grazie!

Una di queste alternative, oltre alla più praticabile, è proprio Jitsi e sebbene a livello internazionale sia conosciuta già da tempo ma in ambito italiano risulta ancora poco usata e poco conosciuta all’utente medio.

Si tratta di un software Open Source di videoconferenza ricco di funzioni e di potenziali soluzioni per l’uso personale e professionale e il cui codice è aperto e alla portata di tutti.

Prima era possibile collegarsi fino ad un massimo di otto persone in videoconferenza, mentre adesso non esistono limiti di utenti collegati ed è tutto molto più flessibile ed è completamente gratuito e senza limite alcuno, infatti non si necessita nemmeno di un account per utilizzarlo.

È possibile naturalmente creare stanze, condividere lo schermo e impostare una password di sicurezza per impedire ai furbi di entrare.

Ma non solo, potete anche andare in diretta su YouTube. Come? Collegando semplicemente il vostro account Google e il gioco è fatto.

Quindi è semplicissimo da utilizzare. Non ci credete? Collegatevi al sito ufficiale per scaricarlo, oppure lo trovate su Play Store se usate Android o sull’App Store nel caso che utilizziate iPhone o iPad, ovviamente potete utilizzarlo anche via browser su PC e quindi non è obbligatoria alcuna installazione sulla vostra macchina.

L’unico lato negativo di Jitsi è che non risulta possibile al momento collegarsi telefonicamente ad un numero italiano in quanto tale servizio è disponibile con numeri di telefono per Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Norvegia, Spagna, Canada, Australia, Brasile, Giappone e Svizzera.

Dovremmo quindi aspettare ulteriori aggiornamenti dal team di sviluppo.

Anche Telegram sta per entrare nel settore delle videconferenze, tuttavia dovremo attendere ancora un po’ per vedere quasi servizi saranno inclusi nella piattaforma di Pavel Durov.

Per ora preferisco di gran lunga effettuare videoconferenze con Jitsi e usare Zoom il meno possibile, quindi, a fronte di quanto illustrato, è bene che tutti facciate un serio pensierino a riguardo.

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Valentino Francesco Mannara LionheartV80 ©

Valentino Francesco Mannara LionheartV80 ©

Tecnico informatico, blogger, gamer nonché proprietario e amministratore del blog LionheartV80.com © - 2021 - tutti i diritti riservati. Amministratore e proprietario del blog NicePortugal.com ©

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