Windows 10, dopo 18 mesi di utilizzo sono pronto ad eliminarlo

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Ebbene è così, da quando a fine Settembre del 2017 optai per l’acquisto del mio attuale notebook Asus GL753VE sto utilizzando Windows 10.

I motivi principali non sono soltanto perché l’ho acquistato con il sistema di Microsoft preinstallato ma per chiare necessità professionali.

Tuttavia, alla luce dei vari problemi di sicurezza e problemi con gli aggiornamenti da parte di Microsoft, sono deciso di farla finita a breve e di tornare a usare Ubuntu Budgie come unico sistema operativo.

Nell’articolo vi spiego meglio nel dettaglio.

Windows 10, troppi problemi

Avrete sicuramente letto in rete dei vari problemi causati dai sistemi Microsoft agli utenti, mi riferisco in particolare agli aggiornamenti che hanno causato problemi e perdite di dati.

Anche io ne sono stato vittima, anche se come tecnico informatico sono comunque riuscito a risolvere non senza fatica e intoppi vari, posso garantirvi che sono piuttosto stufo.

Come professionista mi devo concentrare sul lavoro anziché subìre i capricci di casa Microsoft ma chiaramente non soltanto io.

Tali problemi risalgono dal 2015 ma nonostante questo sembra che Microsoft abbia dei seri problemi di organizzazione interna.

Del resto che cosa ci si poteva aspettare dai classici intoppi dovuti a software proprietario?

Negli ultimi giorni comunque si è verificato l’ennesimo problema, proprio come segnalato in questo articolo.

Dal successivo riavvio infatti il sistema risultava non solo rallentato ma non era più possibile utilizzarlo, quindi gravi problemi e perdite di tempo.

Ho deciso di conseguenza di passare ad avviare la modalità avanzata, in base al video sopra, per risolvere il problema.

Avviare tale modalità risulta essere lento e molto macchinoso, di conseguenza per niente facile e per niente logico.

Oltretutto ho dovuto eliminare una serie di virus e spyware malgrado tutta l’attenzione che ci ho messo nell’ambito della sicurezza.

Questo a testimoniare che la parola “sicurezza” è una sorta di burla in un sistema ritenuto sicuro da Microsoft stessa.

Colpa anche di Asus

Di recente perfino l’Utility (che di utilità non ha un bel niente) denominata Asus Live Update si era rivelata compromessa, come dichiarato in questo articolo, di conseguenza almeno 1 milione di computer Asus risultavano compromessi.

Questa è una delle altre cose che mi ha fatto cadere le braccia nei confronti dell’azienda.

Ovviamente le dichiarazioni da parte di Asus nel corso di Marzo 2019 sembrerebbero confortanti, visto che loro dichiarano che il problema sembra essersi risolto ma di conseguenza non mi posso più fidare perché parliamo di un problema esistente da anni e mai risolto.

Cara Asus… dov’è la tua tanto decantata qualità? La vogliamo piantare col software proprietario?

Le promesse labili di Microsoft

Secondo invece questo articolo Microsoft dichiara che “gli update miglioreranno in controllo, qualità e trasparenza“.

Tale dichiarazione la trovo falsa e fuorviante, visto che il software proprietario di Microsoft non ha brillato di trasparenza.

Anche se Microsoft sembra accennare di fare qualcosa sul fronte Open Source, come nel caso del browser Edge (ora basato su Chromium), questo comunque non basta.

Quindi le mie energie nel promuovere i sistemi Open Source saranno ulteriormente rinnovati a fronte di questo esperimento che ho voluto affrontare durato 18 mesi.

Ed è inammissibile che nel 2019 Microsoft sembra ancora ostinata a non voler capire che sta ragionando con una vecchia politica di stampo monopolistico.

L’utente non è una sorta di “ostaggio” e anche i costruttori di computer dovrebbero prendere seriamente in considerazione di non appoggiare più l’azienda di Redmond.

Nelle prossime ore la farò finita definitivamente eliminando a priori Windows 10 dal mio notebook e dal mio ambito professionale, questo in particolar modo in vista degli ulteriori sviluppi che sto rendendo noto nel progetto NicePortugal.com relativo al Portogallo.

Tali sviluppi li renderò noti anche sul social network Minds e che incoraggio tutti voi ad iscrivervi se ancora non lo avete fatto.

Il prossimo articolo sarà scritto proprio dall’ambiente del sistema operativo Ubuntu Budgie, incoraggio pertanto tutti quanti a fare lo stesso e se non sapete come fare non vi resta che contattarmi.

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Valentino Francesco Mannara LionheartV80 ©

Tecnico informatico, blogger, gamer nonché proprietario e amministratore del blog LionheartV80.com © - 2017, 2018 - tutti i diritti riservati. Amministratore e proprietario del blog NicePortugal.com ©

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