Perché amo Ubuntu – spunti di riflessione

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Prima di leggere l’articolo ci tengo a precisare che potrebbe apparire come un testo di parte ma posso assicurarvi che non lo è.

Inoltre l’articolo vuole essere una sorta di lettera aperta con degli spunti di riflessione per i lettori del mio blog.

Tale articolo coinvolge quindi in primis l’azienda Canonical e la comunità di appassionati, oltre naturalmente agli sviluppatori del mondo Open Source.

Risulta di facile comprensione per tutti ma per chi ha un minimo di cultura informatica e tecnologica troverà interessante leggere il contenuto.

Ho deciso di scrivere questo articolo per riportarvi non solo esperienze personali e dirette nel mio contesto personale e nel mio lavoro ma anche con la mia clientela.

Ci tengo comunque ad avvisare i gentili lettori di prestare la massima attenzione su quanto scrivo prima di sentenziare in giudizi e congetture. 

L’importanza dei sistemi operativi

Il mondo dei sistemi operativi è abbastanza vasto ma ancora più vasto è il settore informatico e tecnologico, di conseguenza si ha sempre a che fare con un sistema operativo.

Lo vediamo tutti i giorni ad esempio quando prendiamo in mano uno smartphone e lo usiamo abitualmente per accedere ad internet e alla messaggistica.

Di conseguenza che ci si renda conto oppure no tale dispositivo è anch’esso governato e gestito da un sistema operativo, di solito Android o iOS.

Così come il nostro computer e tutti i super-computer e server che gestiscono l’intera rete mondiale di comunicazioni globali come il telefono e internet. 

Problematiche comuni

La tecnologia è in continua evoluzione, come lo è di conseguenza anche l’esigenza di utilizzare sui nostri computer e dispositivi mobili dei sistemi operativi sicuri e affidabili.

Anche se la stragrande maggioranza delle persone usano dispositivi mobili non è comunque possibile fare a meno di un computer e questo per qualsiasi motivo.

Specialmente questo si verifica quando abbiamo l’esigenza di svuotare la memoria dei dispositivi mobili in quanto spesso saturi per poca memoria, giusto per illustrare solo una delle problematiche comuni.

Sicuramente in questa situazione vi sarete ritrovati molto spesso, tuttavia se siamo sprovvisti della medesima macchina (o ritenevate che non vi dovesse servire) vorremmo evitare spese in più per un tecnico qualificato.

Sarete d’accordo che il primo pensiero è quello di avvalervi di un amico o un parente provvisto di computer.

Beh, ho una notizia per voi… il computer vi serve. Eccome se vi serve! Che vi piaccia o no.

Il problema principale però non si tratta soltanto se una persona è più o meno competente in materia informatica, spesso si tratta di usare un sistema operativo affidabile. 

Quando Microsoft complica le cose

Come ho ripetuto e scritto in precedenti articoli nel corso degli anni ho evidenziato molto spesso il problema principale della stragrande maggioranza dei computer che trovate in commercio.

Ovvero il problema che trovate sempre precaricato un sistema operativo Microsoft Windows, di conseguenza le persone non hanno avuto molto da scegliere.

Il motivo principale di questo problema non sono soltanto gli accordi commerciali che l’azienda di Redmond ha concluso con i costruttori di computer ma anche della mancanza di cultura tecnologica e informatica che affligge la stragrande maggioranza delle persone. 

Da aggiungere come altro problema che l’utente ignaro non è informato sulle reali possibilità e alternative che invece sono già disponibili da molto tempo. 

Ubuntu, il sistema operativo ideale

Tra le soluzioni che le persone non sono a conoscenza è quella proposta dall’azienda Canonical che nel 2004 rilasciò la prima versione del loro sistema operativo basato su Linux, ovvero Ubuntu

Chi non è ancora informato su Linux basta semplicemente leggere Wikipedia

Personalmente seguo gli sviluppi di Ubuntu da quando nacque, tuttavia solo nel 2007 mi cimentai nei vari test e ad usarlo in parallelo con Windows.

La cosa che ha reso facile tutto è stata la possibilità di utilizzare il software Wubi incluso che concedeva la possibilità di installare Ubuntu a fianco di Windows come fosse un programma e senza dover necessariamente partizionare l’hard disk. 

In altre parole già da allora compresi le incredibili potenzialità del lavoro di Canonical, in primis quello di rendere un sistema operativo basato su Linux il più amichevole possibile e alla portata di tutti… e non parlo solo del fatto che esso sia liberamente disponibile e senza costi di licenza.

Parlo in particolar modo delle sue funzioni e della sua interfaccia assai semplice e intuitiva, specialmente nell’ultima versione con supporto a lungo termine rilasciata ad Aprile 2018, ovvero Ubuntu 18.04 LTS Bionic Beaver

Basti soltanto pensare che perfino l’installazione di una stampante risulta essere un’operazione assai semplice quanto banale, visto che il sistema operativo rende l’operazione nella maggioranza dei casi del tutto automatizzata. 

Di conseguenza risulta raro che dobbiate configurare qualcosa voi stessi.

Quindi non vi resta che collegare la stampante alla porta USB, accenderla… et voilà!

Potete cominciare a stampare subito i vostri documenti o le vostre foto.

Posso assicurarvi che le risate non sono mancate vedendo la reazione dei clienti che oltre a rimanere a bocca aperta avevano gli occhi sbarrati come se avessero acceso gli abbaglianti! XD

Questo anche con le vecchie versioni e risultato più semplice anni addietro installare Ubuntu in parallelo a Windows e lasciar sperimentare a loro stessi il sistema operativo di Canonical.

Quindi solo dopo aver fatto prendere loro abitudine e coscienza del nuovo sistema è stato possibile farli migrare definitivamente ad un sistema operativo Open Source e senza i problemi che invece affliggono abitualmente i sistemi Microsoft.

Anche il problema virus in ambiente desktop (appunto PC) non risulta rilevante visto che la maggioranza dei virus concepiti dai pirati informatici sono studiati e sviluppati per attaccare Windows.

Gli attacchi vengono comunque non mancano ma tali virus hanno comunque bisogno di una password di amministrazione per fare danni, altrimenti non è possibile intaccare il sistema.

Quindi i sistemi basati su Linux, come nel caso di Ubuntu, possono comunque definirsi immuni da virus.

E qui posso affermare di “amare” Ubuntu e amo utilizzarlo ogni volta che posso in quanto necessito di un ambiente veloce, sicuro e dinamico.

Sopra vi ho illustrato una serie di motivi del perché ho deciso di promuoverlo.

Dopotutto anche la NASA lo utilizza abitualmente sia in operazioni di terra che in operazioni spaziali.

Quando le comunità dei forum e dei gruppi non aiutano

Triste a dirsi, però, esiste anche un lato oscuro dell’Open Source e purtroppo gran parte di questo è rappresentato immancabilmente dalle persone e di conseguenza parte della comunità di appassionati.

Posso affermarlo questo perché essi danno vita a quelle che io e un mio caro amico definiamo “distro war”, vale a dire una vera e propria accesa disputa sulla preferenza individuale delle distribuzioni basate su Linux.

Spesso interi gruppi risultano ostili a Ubuntu con parole pesanti del tipo:

  • “Ubuntu fa schifo, meglio Debian”.
  • “Ma perché fai usare Ubuntu alle persone? Meglio Arch!”
  • “Ubuntu? Ma stai scherzando? Metti le persone nei guai”.

Queste e molte altre affermazioni potrei aggiungere ma preferisco limitarmi a queste per evitare di dare troppo spazio a disfattisti e ignoranti.

Inizio comunque a precisare che la scelta di un sistema operativo è una questione di libero arbitrio, esattamente come qualunque essere umano.

Il concetto di libertà è il perno principale che fa muovere l’intero mondo del software Open Source e del Software Libero.

Di conseguenza costoro vanno a violare tale libertà con le loro imposizioni o aspre critiche di ogni genere invadendo post sui social e vari forum con discussioni fortemente accese e spesso mancando anche di rispetto a molti membri che vi prendono parte.

Trarre un profitto dal proprio lavoro è legittimo

Non si tratta soltanto di membri più o meno sconosciuti ma anche di alcune persone famose che da molto tempo si battono per il Free Software (appunto Software Libero), come nel caso di Richard Stallman

Anch’egli afferma che il sistema operativo Ubuntu sarebbe da evitare a seguito di alcune problemi in passato con le funzioni di Amazon integrate nelle ricerche all’interno del sistema operativo.

Questa funzione era stata integrata in passato dal team di Canonical per creare un’entrata economica (legittima) e poter quindi monetizzare con gli acquisti che gli utenti avrebbero eseguito sullo store internazionale grazie ad un semplice codice d’affiliazione.

Esattamente come mi capita personalmente sul mio blog di indirizzare utenti e lettori per creare un minimo di introito economico.

Fermo restando che risulta più che giusto creare un guadagno legittimo dal proprio lavoro, quindi Canonical in sé non ha sbagliato.

Tuttavia tali ricerche tendevano a rallentare il vecchio ambiente grafico, ovvero Unity, che ormai è stato sostituito dal nuovo ambiente grafico Gnome adeguatamente personalizzato per la distribuzione dall’azienda stessa.

Quando gli utenti non rispettano il lavoro altrui

Si necessitava di creare un’entrata economica in quanto, triste a dirsi, la stragrande maggioranza degli utenti non comprendono che se un software risulti liberamente disponibile non significa che esso sia gratis o che non abbia effettivamente un valore.

Basta prendere visione della licenza che molti non leggono per pigrizia per comprendere questo fatto.

Nonostante sul sito web di Canonical risulti la possibilità di effettuare una libera donazione la stragrande maggioranza degli utenti non sono abbastanza sensibili da apprezzarne anche il valore monetario, esprimendo così ampio menefreghismo.

Questo però non solo nei riguardi di Canonical ma nei confronti di tutti i progetti di software con codice aperto e liberamente disponibile al pubblico.

E tornando quindi a Mr Stallman è chiaro che le sue aspre critiche non fanno altro che ingigantire delle cose che sono invece tutto sommato normali e che non mirano a violare la privacy dell’utente, a differenza invece di Microsoft, Google, Apple, Facebook, ecc.

Da precisare che Mr Stallman negli anni ha spesso parlato troppo anziché applicare i fatti.

Quello che intendo dire è che oltre a parlare occorre anche dimostrare coi fatti.

Infatti Mr Stallman non ha concepito tecnologie innovative e non ha sviluppato dei pratici esempi su come migliorare il mondo informatico e tecnologico.

Si è limitato quindi a sentenziare giudizi e criticare, quindi è brutto anche da parte mia dire che si tratta di pura e semplice ipocrisia.

E questo nonostante nutro un certo rispetto verso Mr Stallman.

È logico quindi concludere che non mi sento di seguire un individuo che pensa spesso a fare filosofia ma con azioni pratiche non dimostra un bel niente.

Il mondo ha bisogno che i proprio diritti come la privacy e la libertà di ognuno vengano rispettati ma di certo non sono argomenti che vanno affrontati solo a parole.

Ecco perché nel mio piccolo come semplice professionista individuale mi sento di promuovere e diffondere Ubuntu tra la mia clientela pagante.

Di certo non sono pagato da Canonical per promuovere e diffondere Ubuntu ma un giorno chissà…

Ciò che ho scritto sopra non ha lo scopo di promuovere l’azienda in questione ma bisogna riconoscerne i meriti in quanto proprio grazie agli sforzi di tale azienda e del suo CEO, ovvero Mark Shuttleworth, hanno reso il concetto di “Linux” più amichevole e alla portata di tutti.

Sicuramente un cambiamento oserei dire “epocale” nel mondo del software aperto.

Nonostante gli errori e determinate scelte errate fatte dall’azienda in questione bisogna prendere atto che abbiamo sempre a che fare con il concetto di “imperfezione” in un mondo imperfetto.

Del resto ci troviamo in un mondo ipocrita poco tollerante agli errori altrui, mentre il Figlio di Dio stesso disse che “chi fra voi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Si può sempre migliorare, tuttavia è bene farlo con tutta l’umiltà possibile lasciando da parte sterili polemiche e “trollaggi” inutili.

Quindi nel bene e nel male apprezzo senz’altro il lavoro svolto e gli sforzi compiuti per rendere Ubuntu un sistema operativo “user friendly”, chi invece trova sempre da ridire non deve fare altro che rimboccarsi le maniche e dimostrare di saper fare meglio.

Altrimenti sono solo parole spese inutilmente.

Invito pertanto tutti i lettori a riflettere su quanto scritto e attendo i vostri commenti e i vostri pareri a riguardo invitandovi comunque al massimo rispetto e tolleranza.

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Tecnico informatico, blogger, gamer nonché proprietario e amministratore del blog LionheartV80.com © – 2017, 2018 – tutti i diritti riservati.
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