Novembre 24, 2019

Costruire il proprio dispositivo mobile Open Source. Utopia?

By Valentino Francesco Mannara LionheartV80 ©

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Avete mai pensato di poter costruire il proprio dispositivo mobile senza dover dipendere dalle solite aziende produttrici?

Queste ultime sono solite ormai produrre dispositivi mobili che spesso sono fragili, a parte i modelli rugged come ne ho parlato di recente.

Ma non solo, come ben saprete uno dei soliti problemi che vengono riscontrati è l’obsolescenza programmata di tali dispositivi a causa di memoria non espandibile e batteria non rimovibile.

Questo perché tali aziende non pensano alle conseguenze disastrose verso il consumatore finale e verso l’ambiente stesso.

Quindi che fare? Si continuerà in questo modo?

Costruire il proprio dispositivo mobile, utopia?

In verità no, c’è chi ci ha già provato ma con risultati scadenti o comunque che non hanno c’entrato l’obiettivo.

Infatti non scrivo questo articolo per ritrattare argomenti già presi negli anni passati ma per esprimere semplicemente un personale disappunto, in quanto sono piuttosto sdegnato dalle soluzioni che propone un mercato spietato e incompetente.

Uno di questi progetti era rappresentato da PhoneBloks e il team di sviluppo mirava a costruire il primo smartphone totalmente modulare mai creato.

Quindi il concetto di base era rappresentato dal display touch ad alta definizione, la base su cui connettere gli altri moduli e infine i moduli stessi come batteria, fotocamera, connettività di vario genere, ecc.

Perfino Google si era cimentata a costruire il suo esemplare, il progetto ARA, un dispositivo abbastanza grossolano che mirava a inserire lateralmente i moduli di cui abbiamo più necessità.

Eppure tali progetti hanno miseramente fallito e a prescindere dalla motivazione hanno tutti perso l’obiettivo di primaria importanza, ovvero mirare alla prosperità di tutti.

Sì, perché mirare a fare successo con le sole vendite di dispositivi e moduli è una pessima motivazione, visto che parliamo di liberarci letteralmente di dispositivi usa e getta.

Non è forse vero che le aziende produttrici continuano a produrre costosi dispositivi che prima o poi dovremmo buttare per obsolescenza o perché esso non viene più aggiornato dall’azienda stessa?

Questo rispecchia un pensiero odioso di tali aziende, ovvero: “Paga e taci, taci e paga” (cit. dal boss della malavita nel film Anche Gli Angeli Mangiano Fagioli [1973] con Bud Spencer e Giuliano Gemma).

Perfino progetti come il famoso Purism Librem 5, ovvero classificato come il primo vero smartphone con sistema Linux preinstallato (PureOS) mancano l’obiettivo.

Per quanto la batteria e qualche altro elemento risultino rimovibili decisamente non ci siamo.

Anche il noto PinePhone che oltre ad avere uno scarso hardware alla fine della fiera si tratta dell’ennesimo smartphone usa e getta, nonostante monti anch’esso un sistema Linux.

Come arrivare all’obiettivo finale

Se pensiamo che una semplice MicroSD raggiunge tagli di memoria incredibili ed è tanto piccola da infilarla ovunque perché allora non creare memorie ram e moduli da inserire alla stessa maniera come si fa con una scheda madre su un computer?

Di conseguenza il concetto è semplice, ovvero creare una scheda madre appositamente per dispositivi mobili e che consentano il cambio o comunque il montaggio di moduli per modificare, aggiornare e/o potenziare il proprio hardware.

Oltre a questo un dispositivo mobile prettamente personale dovrebbe avere queste caratteristiche:

  • scheda madre completamente personalizzabile
  • espansione di memoria e moduli garantita
  • batteria removibile
  • scocca “rugged” (indistruttibile come in alcuni dispositivi)
  • spessore, peso e dimensioni relativi o comunque variabile a seconda della preferenza

Quindi vendere tali dispositivi e moduli in kit, anche separatamente, non dovrebbe essere una difficoltà e la tecnologia attuale consente benissimo di farlo.

E non è affatto impossibile, basta ricordare progetti come l’ormai famoso Raspberry, Arduino e molte altre soluzioni esistenti.

La scelta del sistema operativo non dovrebbe essere affatto un problema, visto che ne esistono diversi e a parte Android possiamo valutarne altri in elenco e sono tutti progetti Open Source:

Senza contare che esistono anche sistemi operativi basati su Android e che possono essere eseguiti su un normale computer, quindi il dispositivo mobile può diventare benissimo un comune PC semplicemente collegandolo magari tramite USB Type-C.

Alcuni di questi, tanto per citarne qualcuno, si tratta di RemixOS e PhoenixOS, malgrado tali progetti siano comunque sviluppati in maniera abbastanza disordinata e discontinua.

La colpa è anche degli sviluppatori

Ebbene sì, la colpa è anche degli sviluppatori dei vari sistemi operativi perché sebbene l’obiettivo sia comune sono tutti fondamentalmente divisi perché ognuno pensa a sé stesso, per quanto gli obiettivi individuali siano abbastanza comprensibili.

Non è comunque giustificabile che per costruire un sistema operativo o un dispositivo non si riesca fare a collaborare tutti insieme per la prosperità di tutti.

La prosperità generale è alla base del concetto di Open Source (che coinvolge sia hardware che software) e del Software Libero.

Grazie ai progetti esistenti come Telegram (tanto per citarne uno) e al lavoro di Nikolai e Pavel Durov è stato ampiamente dimostrato che puntare sulla prosperità e la sicurezza di tutti porta solo immensi benefici, al contrario dell’ormai famigerato Whatsapp insieme a Messenger.

E visto che esso può funzionare sia su dispositivi mobili che su PC è chiaro che tale software può essere installato praticamente ovunque, quindi anche su uno smartphone modulare che può diventare anche un computer.

Anche software per videoconferenze professionali come nel caso di Wire (anziché Skype) può essere installato ovunque ed è utilizzabile anche via browser.

Quindi che difficoltà ci sono? Soltanto il lato umano che va a mancare, sono presi da interessi commerciali e le solite “teste di vitello” (come dico di solito) che mettono davanti il proprio ego a discapito della prosperità di tutti.

Siete d’accordo con quanto ho scritto? Volete dire la vostra o avete delle idee? Fatemelo sapere nei commenti.

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