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Scrivo questo articolo a titolo personale, durante le mie notti insonni, in quanto mi sto addentrando in un nuovo capitolo della mia vita personale e professionale.

Per tanti e svariati motivi ho deciso di andare via dall’Italia (come molti italiani del resto) e in particolare, se riesco a farcela, desidero andare in Portogallo.

Di conseguenza l’inserimento in Portogallo non risulta facile in quanto si deve cambiare vita e ricominciare da capo imparando la lingua portoghese e conoscere l’ambiente. 

In ogni caso sono tutte cose al quale sono preparato in quanto avevo già tentato con il Brasile nel 2013 e nel 2015 a Malta ma senza successo.

Per inserirmi nel paese lusitano ho valutato la seria possibilità di cercare lavoro presso aziende del luogo dopo ben 12 anni di vita da professionista Freelance.

Tale decisione è stata non solo una scelta sofferta ma anche provata a causa di una nazione come l’Italia che di noi professionisti non ne vuole proprio sapere.

Mi sono comunque imbattuto nei primi ostacoli, quindi concedetemi di raccontarvi alcune cose.

Cosa è accaduto prima di prendere questa decisione

Come molti degli abituali lettori già sanno e che mi seguono da anni ho sempre promosso in larga misura l’innovazione e il software Open Source.

Per farlo non solo ho scritto molti articoli negli anni ma ho organizzato anche degli Hangout con alcuni membri della comunità Open Source per discutere di argomenti nell’ambito.

Oltre a ciò ho sempre operato non solo come blogger ma anche come tecnico informatico offrendo manutenzione e quindi assistenza tecnica oltre alla normale consulenza.

Nonostante l’impegno e gli sforzi compiuti, nonché svariate proposte di collaborazione che si erano rivelati una burla, a Luglio del 2017 decisi di troncare con tutto quello che facevo.

Per questo avevo deciso di cessare quasi del tutto anche con gli articoli che pubblicavo di recente sul vecchio dominio “shadowlionheart.it” e ho spostato tutto il mio lavoro sul nuovo blog “lionheartv80.com”.

Ora ho molta più libertà e su questo nuovo blog non solo ho conservato i vecchi articoli ma posso scriverne di nuovi e senza essere in qualche modo vincolato negli argomenti.

Inoltre ho avviato un piccolo progetto personale in vista dell’eventuale nuova vita in Portogallo che è appunto il blog “NicePortugal.com“.

Tale blog l’ho creato in concomitanza con il gruppo Facebook e la pagina relativa, oltre ovviamente al canale Telegram.

La ricerca di lavoro in Portogallo

Le prime ricerche non hanno prodotto esiti positivi, nonostante diverse aziende di una certa rilevanza internazionale in Portogallo ricerchino personale di madrelingua italiana.

Potete verificare voi stessi facendo alcune ricerche su Google digitando in lingua portoghese “emprego em portugal” ma nel caso di noi italiani “trabalho em portugal para os italianos“.

Tali aziende offrono una serie di vantaggi, specialmente per chi vuole vivere e lavorare in Portogallo.

Queste agevolazioni comprendono lo stipendio, l’appartamento (con connessione a banda larga e spese pagate), 150 euro al mese di buono spesa, 6 mesi di assicurazione sanitaria privata (comprende anche servizi dentistici) e molto altro ancora.

Capite quindi che per noi italiani e a maggior ragione noi professionisti abbiamo diverse chance in più all’estero che non in Italia.

Tutto bello? Non proprio…

Il Portogallo è un paese straordinario e anche la sanità portoghese sta facendo scuola in tutta Europa con un sistema interno molto competitivo.

Tuttavia i primi intoppi si sono verificati con le aziende locali in genere che ragionano ancora alla vecchia maniera. Mi spiego meglio…

Siamo nel 2018 e ci sono ancora aziende che ti classificano solo in base al titolo di studio e hanno pure il coraggio di affermare che è la loro policy aziendale.

E tutto questo nonostante sul curriculum vengono riportate esperienze di anni nel settore informatico/tecnologico e anche in altri settori, nonché i link al blog, al portfolio e altre testimonianze per comprovare il tutto.

Rispondono affermando che ho un profilo di tutto rispetto e a loro dire molto interessante ma per loro rimane il cavillo del titolo di studio di scuola superiore non conseguito.

All’età di 38 anni dovrei pormi forse questi problemi e in prossimità dei 40 anni magari fare altri corsi con la speranza di ottenere il lavoro? Sarebbe in sé assurdo.

Forse non hanno ancora compreso che le persone non si classificano in questo modo, come se si dovesse rispettare in qualche modo una sorta di gerarchia.

Fare parzialità non solo si priva ad una persona di legittima dignità ma oltre a questo non aiuta niente e nessuno con la conseguenza di chiudere sempre le porte in faccia a potenziali candidati che sono molto più qualificati di tanti diplomati o laureati.

Molte aziende internazionali hanno l’insana abitudine di richiedere requisiti spesso superflui o addirittura improbabili.

Inoltre se verifichiamo le richieste delle aziende italiane viene da ridere in quanto arrivano addirittura a cercare “Apprendisti con esperienza” (avete letto bene).

Tornando ai titoli di studio…

Le scuole attuali hanno da sempre prodotto un tipo di istruzione di livello mediocre perché ti vogliono mediocre, affinché diventi uno schiavo del sistema, perché ti inculcano quel modo di vedere le cose.

Adesso chi pensa al di fuori di questi schemi “tradizionali” a quanto pare si è considerati fuori dai giochi, quindi esclusi a priori.

Il sistema dei voti, l’intera istruzione stessa e tutta la struttura scolastica sono studiati appositamente per condizionarti in un certo modo.

Quindi tali voti e la promozione stessa si basano unicamente se hai studiato quel libro e hai fatto esattamente come ti impongono i docenti e il sistema scolastico stesso.

Una scuola dovrebbe insegnare a ricercare la verità, a fare valutazioni, si dovrebbe imparare l’innovazione e quindi la tecnologia, l’informatica e non solo.

Anche parte dell’educazione stessa dipende da una buona scuola e su questo potrei fare menzione del sistema scolastico finlandese che risulta essere il migliore al mondo.

Non per niente Linus Torvalds è colui che ha inventato il kernel Linux ed è usato nella stragrande maggioranza di server e super-computer, praticamente l’intera rete di internet è sostenuta grazie all’impegno di un finlandese.

L’esperienza sul campo supera i titoli di studio

A livello pratico è chiaro che l’esperienza risulta comunque superiore a chi consegue un titolo di studio e le migliori aziende lo sanno (dimostrabile nell’articolo a questo link).

In ogni caso è davvero triste che molte aziende preferiscono ancora tutt’ora assumere persone con poca o nessuna esperienza perché la loro policy richiede questo… il che dimostra la loro assurdità.

Un’azienda si deve basare su solide fondamenta, in altre parole è richiedere l’esperienza di un diplomato/laureato ma senza conoscere nell’effettivo il vero lavoro.

Utilizzando termini peggiori è chiaro che si assume un ignorante diplomato/laureato (hanno solo un pezzo di carta) piuttosto che preferire persone realmente capaci e che hanno una reale esperienza comprovata.

Chiedendo a loro se sono andati a leggere il blog rispondono in maniera evasiva affermando: “Posso affermarle che lei ha un profilo molto interessante e di tutto rispetto”. (in altre parole NO, non l’hanno letto)

E poi? Più nulla… di conseguenza è chiaro che il problema degli uffici delle risorse umane o comunque i titolari di aziende devono valutare la persona nel suo complesso.

Tuttavia non lo fanno e sono anche costoro la causa primaria della mancanza di lavoro, creando così problemi economici e privando anche della dignità a noi “comuni mortali”.

Sbattere le porte in faccia a priori è un’imperdonabile leggerezza soltanto per la mancanza del titolo di studio da loro richiesto.

Forse a qualcuno brucia che chi ha ufficialmente la terza media e non ha conseguito il diploma di scuola superiore possa essere capace di un diplomato o laureato? Probabile anche questo.

Del resto molti diplomati/laureati non sanno nemmeno utilizzare il pacchetto Microsoft Office e se parlo di LibreOffice per loro è arabo.

E quanti individui creano un blog di proprio pugno completamente da zero investendo tempo e denaro e documentando il loro lavoro per anni e quindi ampiamente dimostrabile?

Valutate voi stessi.

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CC BY-NC-SA 4.0 This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 4.0 International License.

Valentino Francesco Mannara LionheartV80 ©

Tecnico informatico, blogger, gamer nonché proprietario e amministratore del blog LionheartV80.com © - 2017, 2018 - tutti i diritti riservati. Amministratore e proprietario del blog NicePortugal.com ©

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