Paura della tecnologia, perché la gente preferisce non saperne

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La paura della tecnologia ha un termine ben preciso, ovvero “tecnofobia” (in inglese “technophobe”), definita come una “paura persistente, anormale e ingiustificata della tecnologia” (fonte).

Anche voi avete questa paura? Forse voi non siete tra questi oppure non sapete di esserlo, oppure qualcuno lo ammetterà ma non gliene importa nulla.

È realtà di fatto che sono molte le persone con questa fobia ingiustificata ma d’altra parte non è nemmeno tollerabile che si faccia un abuso di tale tecnologia, ovvero i “tecnodipendenti”.

Per questo e per molti altri motivi mi sono sentito spinto a scrivere questo articolo perché desidero che questo messaggio arrivi non solo ai “tecnofobi” ma anche ai “tecnodipendenti”.

Quindi la mia ferma intenzione è quella di indurre le persone ad un punto di vista equilibrato dei mezzi attualmente a disposizione e che ogni paura è di per sé inutile e dannosa.

Dovete partire dal presupposto che la tecnologia è fatta per semplificare, non per complicare.

Paura della tecnologia? Perché?

Analfabeti funzionali, il dramma italiano: chi sono e perché il nostro Paese è tra i peggiori

Lo ammetto, quando vedo persone che hanno questa inutile paura rimango piuttosto sorpreso, in altri casi suscita la mia ira perché è uno dei problemi di forte ignoranza, specialmente in Italia che è per l’appunto uno dei paesi più ignoranti del mondo.

Nel caso lavorativo e professionale in effetti è terribile che tale paura produca un ignoranza spropositata, anche nel leggere e informarsi, tutto questo con conseguenze disastrose nel mondo del lavoro.

Infatti in data 21 marzo 2017 venne pubblicato un articolo a riguardo sul sito “L’Espresso” definendo questo dramma “Analfabeti funzionali“, infatti l’articolo menziona queste parole:

Sono capaci di leggere e scrivere, ma hanno difficoltà a comprendere testi semplici e sono privi di molte competenze utili nella vita quotidiana.

Nessuna nazione in Europa, a parte la Turchia, ne conta così tanti.

E prosegue con un fatto sconcertante:

Sono gli analfabeti funzionali, quegli italiani che non sono in grado di capire il libretto di istruzioni di un cellulare o che non sanno risalire a un numero di telefono contenuto in una pagina web se esso si trova in corrispondenza del link “Contattaci”.

Non è forse vero infatti, a testimonianza con quanto affermato sopra, che ogni volta che c’è da installare un’applicazione sul loro dispositivo mobile si appellano sempre all’amico, all’amico dell’amico che se ne intende, al cugino e via discorrendo?

Tali atteggiamenti sono di per sé ridicoli alle soglie del 2020 e costoro non fanno altro che accampare scusanti che voi “ve ne intendete di più” o che “ci mangiate con queste cose”.

Infatti quando si chiede loro di installare Telegram rispondono sempre “non me ne intendo“, oppure lo faranno fare ai soliti menzionati prima, oppure diranno che loro usano Whatsapp (perché glielo hanno installato loro) e quindi i loro neuroni smettono di funzionare in quel preciso istante.

Non è forse vero? C’è anche chi ci ha scherzato sopra, infatti su YouTube si prendono gioco di tali persone nei modi più esilaranti ma alle volte anche esagerati, come nel video qui sotto.

Il divario generazionale, quando genitori e figli non si comprendono

La paura della tecnologia provoca anche degli effetti collaterali e ovviamente i genitori sono in primis i responsabili di tale problema.

Tali genitori purtroppo fanno di tutto per far scarica barile, non prendendosi le loro responsabilità, affermando che sia colpa del mondo del commercio.

Per quanto il mercato tecnologico sia fortemente competitivo e il divario generazionale evidente bisogna invece comprendere che la comprensione della tecnologia deve essere in primis una questione di educazione impartita, almeno in teoria, da chi è più adulto.

Invece è il figlio che insegna al genitore la tecnologia e i termini che si utilizzano attualmente, proprio come mostra il filmato qui sopra.

Non è forse vero, infatti, che molti genitori comprano computer e altri dispositivi elettronici con la speranza di “far stare buoni i propri figli“?

Ecco quindi che i genitori si fanno prendere troppo da impegni quotidiani pensando erroneamente di non avere mai tempo per imparare o per l’appunto per stare con i propri figli.

È quindi chiaro che i figli mentre crescono faranno fatica a identificare nella figura genitoriale una presenza effettiva e affettiva.

Così come faranno fatica a riconoscerne l’autorità legittima (ritenendo anche questo concetto ormai sorpassato), quindi sarà logica tendenza dei figli disobbedire e condurre uno stile di vita all’insegna della ribellione.

La fobia della tecnologia chi colpisce?

Ebbene, può sembrarvi strano ma questa paura si è verificata anche tra i più giovani, infatti nelle zone della Sicilia dove vivo attualmente purtroppo molti non hanno mai usato un computer.

Ritengono di fare tutto con lo smartphone ma se si tratta di compilare un curriculum vitae non ne sono affatto capaci, nonostante attualmente esistano software e sistemi operativi di facile utilizzo.

Se tali giovani sapessero che sul loro dispositivo stanno utilizzando Android che è un sistema operativo basato su Linux farebbero meno gli schizzinosi, invece continuano con la loro condotta.

La tecnologia attuale consente perfino di utilizzare computer portatili anche di piccole dimensioni, proprio come ho scritto di recente, quindi non prenderebbe nemmeno molto spazio sulle loro scrivanie.

Eppure a loro sembra non interessare, tuttavia si rendono conto poi che ne hanno bisogno perché nel momento di trovare lavoro si appellano sempre all’amico o al parente abbastanza formato e di conseguenza attrezzato.

Vi pare giusto un simile atteggiamento? Della serie: “Scusami, sono ignorante ma devo far pesare su di te il mio fardello d’ignoranza e di paure ingiustificate“.

Esorto pertanto chiunque ad essere severi con costoro affinché si prendano le loro responsabilità, d’altra parte il troppo stroppia e occorre essere equilibrati.

Costoro sono anche i soliti che si lagnano che hanno il dispositivo mobile con la memoria piena e non hanno un computer dove poter collegare il dispositivo e svuotarlo.

L’ignoranza anche a scuola

A scuola la situazione non è sicuramente delle migliori, infatti molti studenti sono molto più preparati dei professori stessi.

Infatti gli insegnanti sono i primi a non aggiornarsi con le nuove tecnologie e il conflitto generazionale è palesemente noto proprio nel contesto scolastico.

Ovviamente non tutti gli insegnati hanno questo problema ma è bene prendere coscienza che la situazione è molto grave in Italia anche su questo fronte.

Lo testimonia anche l’articolo pubblicato su OrizzonteScuola.it che afferma:

Secondo Zecchi, infatti, “gli studenti sono ignoranti perché sono ignoranti i professori”.

E prosegue con queste parole molto dure ma pienamente giustificate:

L’ignoranza dei docenti, secondo Zecchi, è stato dimostrata dal concorso a cattedra 2016, il cui numero di “bocciati” è stato superiore al 50% dei partecipanti.

Anni fa mi era perfino capitato di ricevere una richiesta da una professoressa di università che le insegnassi l’informatica ma la cosa ancora più assurda è che lei stessa insegna informatica!!!

Tornerò in seguito su questo argomento, visto che è un argomento molto vasto e posso assicurarvi che non si smetterebbe affatto di parlare di paure ridicole e in questo caso verso la tecnologia.

In ogni caso ricordate che l’ignoranza è un male e con esso va a braccetto con la paura.

È proprio con la paura che coloro che sono più intelligenti di voi cercano sempre di tenervi sotto scacco, in primis coloro che hanno il potere e non c’è maggior potere della conoscenza.

Termino pertanto l’articolo con il video qui sotto che spiega questo concetto.

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